Foglie cadute

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Spazzarle via
e poi non spazzar più
le foglie cadute

(Taigi)

All’inizio dell’inverno il poeta spazza le foglie morte che il vento ammucchia sulla soglia ma, con l’inoltrarsi della stagione, i mucchi di foglie sono sempre più grandi e spazzarle diviene inutile.

Così il poeta s’arrende, accettando che la natura faccia il suo corso. Depone l’inutile ramazza e passeggia sul tappeto di foglie odoroso e frusciante.

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6 pensieri su “Foglie cadute

  1. L’ha ribloggato su chiediloamanue ha commentato:

    Dedico questo post a Romeo.
    Siamo tutti interconnessi, nella vita e sul web.
    Questo è per te Ro… parole ed immagini.
    A tutti noi che siamo foglie sbattute per terra dal vento e dall’ autunno… foglie meravigliose di luce e di colori.
    A tutti noi che siamo panchine sedute a rimirare l’ infinito di un orizzonte nascosto dalla pioggia e dalle nuvole grigie, sferzate dalla pioggia e grondanti d’ acqua.
    A tutti noi che siamo alberi spogli in attesa della primavera.
    A tutti noi, foglie cadute da uno stesso ramo.
    Il ritmo del respiro ci accompagna piano… a volte impercettibile ed a volte incessante.
    Il ritmo della vita che ci sfiora e ci travolge.

    Mi piace

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